Referendum - Comune di Traversetolo

Elettorale | Referendum - Comune di Traversetolo

Referendum

Il referendum è una consultazione dei cittadini che si esprimono, con un “si” o con un “no” sulla modifica di una decisione, già emanata o da emanarsi.
È il più importante istituto di democrazia diretta, con il quale gli elettori esercitano la sovranità di cui sono titolari, direttamente e senza intermediari.

 

I referendum sono di tre tipi:

  • Abrogativi: per cancellare una legge esistente. Si deve superare il quorum.Usato frequentemente, la prima volta per il divorzio (1974).
  • Confermativi: si chiede il consenso popolare per l'entrata in vigore di una legge. Usato per la prima volta nel 2001 per il titolo V della Costituzione.
  • Consultivi: per avere il parere popolare su una determinata questione politica, non è mai vincolante. Usato prevalentemente a livello locale.
     


Se il referendum è confermativo, la vittoria del SI permette l'entrata in vigore della legge in questione, in caso contrario, con la vittoria del NO la proposta decade.
Non è previsto un numero minimo di votanti (quorum).
 

Se il referendum è abrogativo, la vittoria del SI cancella del tutto o in parte la legge in questione, in caso contrario, con la vittoria del NO la norma rimane invariata. Affinché la consultazione sia ritenuta valida, il numero dei votanti deve superare il 50% degli aventi diritto al voto.

Il risultato del referendum consultivo non è vincolante.


Referendum
Gli elettori interessati a proporre un referendum devono costituirsi in un "Comitato promotore", di numero variabile in base alla tipologia di consultazione. 


Il quesito

La Corte costituzionale ha delineato un modello cui deve uniformarsi la formulazione dei quesiti referendari.

Il quesito deve essere:

  • omogeneo, nel senso che non sono ammissibili le domande che coinvolgono una molteplicità di norme fra loro non collegate;
  • chiaro, semplice e completo nella sua formulazione;
  • la struttura deve essere tale che il risultato dell’abrogazione sia chiaro, univoco e riconoscibile dai votanti.


Il Comitato procede alla raccolta delle firme.
 



La vidimazione


Le firme devono essere raccolte in dei moduli sottoposti a "vidimazione", ovvero deve esserci applicato un timbro da parte delle autorità competenti (cancelleria del tribunale, Corte d'Appello o segretario comunale) per attestarne l'autenticità.

La vidimazione è valida se è presente sul modulo il timbro d'ufficio, il timbro del segretario comunale (o del cancelliere) con la firma e la data di vidimazione: la scadenza per la raccolte delle firme (90 giorni) scatta a partire dalla data della prima vidimazione del primo modulo.


L'autenticazione
 
Al momento della raccolta delle firme deve essere presente un autenticatore autorizzato, ovvero: Notaio, Cancelliere di corte di appello, Cancelliere di tribunale, Collaboratore cancelleria di corte di appello, Collaboratore cancelleria di tribunale, Giudice di pace, Segretario comunale, Segretario della procura della repubblica, Presidente provincia, Sindaco, Assessore comunale, Assessore provinciale, Presidente circoscrizione, Vicepresidente circoscrizione, Segretario provinciale, Funzionario incaricato dal sindaco, Funzionario incaricato dal presidente della provincia, Consigliere provinciale e Consigliere comunale.

L'incaricato procede ad autenticare le firme di tutti i cittadini italiani, residenti in qualsiasi comune italiano, purché materialmente lo faccia all’interno del proprio comune di competenza

Al momento della firma, il cittadino italiano deve mostrare un documento d'identità valido per farsi identificare dall'autenticatore.

Sul modulo va scritto, sempre in stampatello: nome e cognome, luogo e data di nascita, Comune di residenza e indirizzo, tipo di documento e numero.


La certificazione
 
Ogni firma raccolta va certificata presso il comune di residenza del firmatario, dove l'ufficio elettorale certifica che il cittadino è iscritto alle liste elettorali.

Se la certificazione non viene fatta le firme non valgono; nel caso non sia possibile certificare una firma, viene annullata solo quella firma e non annulla tutte le altre.


Riferimenti normativi per il referendum

Costituzione della Repubblica italiana
Articoli della Costituzione della Repubblica italiana:
- articolo 71 (iniziativa delle leggi);
- articolo 75 (referendum abrogativi di leggi o atti aventi valore di legge);
- articolo 132 (referendum  per la modificazione territoriale delle regioni);
- articolo 133 (referendum regionali);
- articolo 138 (referendum confermativi di leggi di revisione della Costituzione o di altre leggi costituzionali).

Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000
Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali

 


 

Legge n. 147 del 27 dicembre 2013 - Legge di stabilità 2014
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)

L'articolo 1,  comma  399, ha stabilito che: "a  decorrere  dal  2014  le  operazioni  di  votazione  in  occasione delle consultazioni elettorali o referendarie si svolgono nella sola giornata della domenica, dalle ore 7 alle ore 23".
 



Legge n. 173 del 17 maggio 1995
Indicazione sulle schede di votazione della denominazione di referendum popolari
 


Legge n. 199 del 22 maggio 1978
Modificazioni alla legge 352 del 1970 sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo
 


Legge n. 352 del 25 maggio 1970
Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo
 

 

 

 

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